I terreni della Paneretta


Come mostrano chiaramente la cartine geologiche, la matrice di formazione dei suoli è quella degli scisti argillosi di origine pliocenica di varie natura e colore, dal rosso violetto al grigio chiaro, alternata ai suoli a matrice calcarea che affiorano a tratti e la cui origine risale ai tempi in cui il clima in Chianti era di tipo sub tropicale. I terreni a matrice calcarea sono per loro natura più solubili ed hanno quindi dato origine a substrati più fertili tendenti al colore rossastro permettendo, seppur nella naturale  povertà generale di questi terreni, la coltivazione della vite grazie alla buona capacità di ritenzione dell’acqua,aspetto fondamentale per superare la siccità estiva. Essendo terreni poco profondi limitano la capacità di espandersi dell’apparato radicale della vite e di conseguenza gli eccessi di vigore della pianta. La caratteristica principale di questi suoli è l’estrema differenziazione esistente nell’ambito di poche centinaia di metri.


I TERRENI E LA  NATURA DEI VIGNETI

Tale caratteristica è messa bene in evidenza in tre zone distinte:


  1. Terrine, Torre a Destra, Torre a Sinistra.

Si tratta di suoli esposti ad Est-Sud/Est dove sono dominanti i galestri chiari e le formazioni calcaree. Gli strati sono disposti  nella direzione della collina e gli affioramenti rocciosi sono deboli. I terreni sono di colore ocra chiaro, poco erosi ed hanno uno straordinario equilibrio fisico.


  1. Ciliegio, Bossolo, Barbiano.

Su questi suoli la struttura dei flysc lascia intravedere strati di argilliti scistose rosso violacee alternate a banchi di deposito di terreni più argillosi e limosi.

Tali suoli sono più facilmente erodibili.


  1. Querciole e Poggio.

Sono suoli meglio conservati essendo semipianeggianti e posti in cima ai poggi. Su questi terreni si vede meglio il processo di antica  formazione risalente ad epoche climatiche di tutt’altra natura,dove le aggressioni del ferro e dell’alluminio sui banchi calcarei, ha dato origine a suoli più profondi e forti. La giacitura di questi terreni unita alla loro esposizione li protetti dal dilavamento e resi più generosi.


L’ORIGINE DEI NOSTRI VINI

Tali differenziazioni dei suoli si fanno naturalmente sentire nel carattere dei vini.  Dai terreni  delle Terrine e delle Torri si ottengono uve che danno origine  a vini più corposi e complessi; da terreni come Ciliegio, Bossolo e Barbiano si ottengono vini più esili ma più eleganti, mentre i suoli come quelli delle Querciole e del Poggio sono più adatti ai vini d’annata in quanto la profondità dei terreni impedisce importanti concentrazioni nelle uve.


I  PROGETTI 

Per una precisa scelta aziendale i vitigni utilizzati  sono esclusivamente il Sangiovese e il Canaiolo nero,frutto di selezioni interne all’azienda che si tramandano da generazioni.

La vera “forza” di questa azienda sono gli impianti di vigneti molto vecchi e di densità medio alta  che sono sopravvissuti al terribile periodo dei piani verdi e alla “ristrutturazione” dei vigneti in Toscana avvenuti negli anni sessanta e settanta.

Pertanto tutto il materiale genetico esistente in azienda è strettamente proveniente da cloni autoctoni che rappresentano a pieno titolo i caratteri di questi suoli. Attualmente dei 22 ettari coltivati, la metà degli stessi ha una densità di 5.000 piante per ettaro e nel futuro si prevedono impianti che vanno dalle 6.000 alle 8.000 piante per ettaro.

La ragione di usare Sangiovese e Canaiolo nero è il frutto della nostra convinzione che  tali vitigni,oltre che a rappresentare indiscutibilmente la nostra tradizione, sono anche la giusta ed unica risposta al sempre maggior successo dei vini del nuovo mondo.

 

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